Traversata atlantica

Crossing Ocean - FreeSail Christian Bonvini Traversata Atlantica

La traversata atlantica in barca a vela, a mio parere, dovrebbe essere il punto di arrivo nel percorso di un velista, e non il punto di partenza. Anche se vi imbarcate con un comandante esperto, è bene che abbiate un po’ di esperienza, soprattutto perché non sarete in vacanza, ma sarete membri attivi dell’equipaggio. Nelle lunghe traversate come quelle oceaniche sono ancora maggiormente un Capitano esigente: la disciplina per un'esperienza del genere è fondamentale e non deve essere sottovalutata. Dovrete fare turni di guardia, di corvée e al timone, di giorno, sera e notte, assistermi in tutte le manovre e i cambi di vela, gestire il sonno e le energie, tutto "condito" da un probabile mar di mare che anche i più tenaci proveranno magari per la prima volta. In una parola: navigare. Al termine di questa esperienza sono tuttavia certo che vi rimarrà dentro un "ricco diario di bordo personale" di cui andrete fieri. 

Per la navigazione in Oceano l’esperienza serve, soprattutto perché la navigazione oceanica ha poco a che vedere con la navigazione costiera in Mediterraneo. Bisogna salire a bordo con la massima apertura ad imparare, ascoltare e a gestire, eventualmente, anche le emergenze, anche se navigate o siete armatori da tanti anni.
In Atlantico, per esempio, non ha senso fare di continuo piccole regolazioni delle vele o altre "mosse" più consone a un'andatura da regata. Sarà più probabile prendere decisioni del tipo  “strambiamo oggi o strambiamo domani?”. Occorre, tuttavia, essere in grado di scaricare e leggere le carte meteo, segnare i punti nave, controllare continuamente la sicurezza della barca e, perché no, anche di imparare a usare il sestante.

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Forse è proprio perché la navigazione è così diversa da quella costiera o di tratte brevi a cui potete essere maggiormente abituati, che si dice che la traversata sia noiosa. Personalmente, preferisco descrivere la traversata atlantica in barca a vela come un'esperienza contemplativa: avrete tempo da impiegare, e quello che c’è da imparare lo imparerete sia osservando sia agendo direttamente.  E, soprattutto, un'esperienza a contatto con voi stessi: imparerete molto su di voi, sulla vostra resistenza fisica, su limiti e possibilità fino a quel momento a voi sconosciute e su qualsiasi sia il motivo che vi spinga a traversare.

Senza distrazioni e immersi nella natura, senza telefono o tv, senza la possibilità di comunicare e connettervi con il mondo, la connessione con voi stessi sarà quasi obbligata e scoprirete chi e che cosa vi manca davvero, quanto siete capaci di resistere emotivamente alla lontananza da persone, cose e momenti a voi cari e riuscirete a mettere a fuoco come mai fatto prima, anche quelle piccolezze che verranno a bussare giorno dopo giorno, diventando evidenti.
Ad ogni alba mozzafiato, ad ogni notte come non ne avete mai viste, ad ogni stella cadente che vi sembrerà di poter toccare, ad ogni luna che sorge rossa ed enorme dall’orizzonte, incontrerete voi stessi e le vostre emozioni - la paura, la nostalgia, l'amore, il senso di colpa – e li supererete, più forti ad ogni onda, più sicuri di voi stessi ad ogni colpo di vento. Questo è la "cura" che è per noi "Navigare".

C. Bonvini

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