Traversate atlantiche

Crossing Ocean - FreeSail Christian Bonvini Traversata Atlantica

La traversata atlantica, sia di andata che di ritorno, è composta da più tratte. La navigazione deve essere fatta a tappe sia per consentire i rifornimenti e le meritate pause, sia per aspettare il momento più propizio per partire dal punto di vista metereologico.

 

Potete decidere quindi di imbarcarvi per tutte le tappe di una traversata atlantica, solo per le tratte più brevi o per quelle più lunghe,a seconda del tempo che avete a disposizione.

 

Le tratte lunghe, le vere e proprie traversate atlantiche, sono quelle che hanno più appeal, ma non sono da sottovalutare le esperienze delle tratte più brevi, che sono spesso impegnative dal punto di vista della navigazione e che vi danno un’idea di come si svolge la vita in oceano prima di decidere per un impegno più lungo.

 

 

 

 

 

 

 

DALLE BALEARI A MALAGA : I CAPI DEL MEDITERRANEO A VELA

Ultima settimana di ottobre

 

550MN

 

1 settimana circa

 

Ibiza| Malaga

 

Non sembrerebbe a guardarlo sulla carta, ma questo tratto di mare sa essere davvero impegnativo.

ci vuole molto spirito di navigazione per affrontare i tre capi del mediterraneo : Cabo de Nao, Cabo Palos e Cabo de Gata.

Soprattutto Cabo de Gata sa essere tremendo, qualcuno lo chiama il Capo Horn del Mediterraneo:

le perturbazioni entrano da Gibilterra, il mare di Alboran le amplifica e il capo fa il resto per rendere questo tratto di mare davvero duro da navigare se il meteo non e' favorevole .

Dopo qualche giorno di relax e divertimento tra ibiza e formentera , e se il tempo lo permette anche di bagni ,lasciamo le baleari diretti a Malaga ,durante il quale sarrano possibili soste lungo il percorso a seconda del meteo che troveremo .

 

 

 

 

MALAGA -GIBILTERRA-LANZAROTE: LE COLONNE D’ERCOLE E LE PRIME MIGLIA IN OCEANO

Prima settimana di novembre

 

1.000 miglia

 

10 giorni di navigazione circa

 

Malaga | Lanzarote

 

 

 

Da qui a Gibilterra sono circa 50 miglia, giusto il tempo che serve a prendere confidenza con la barca e le manovre prima della grande emozione del passaggio dello stretto di Gibilterra.

La Spagna a dritta, l’Africa a sinistra, la rocca, le emozioni dei racconti mitologici e storici: passare Gibilterra è sempre affascinante. Dal punto di vista della navigazione è una bella scuola:

se il vento soffia da ponente inutile pensare di provare a passare lo stretto,e allora si ripega su Gibilterra o la linea per una sosta e perche' no anche una visita alla Rocca con le simpatiche scimmie che abitano qui .

 

Una volta passato lo Stretto di Gibilterra si è in oceano,esso, però, a queste lati a nord nell’Atlantico e la navigazione si fa impegnatiIl faro di Tarifa sfila lentamente a dritta,

e la rotta punta prima verso occidente,

Se Eolo è benevolo si incontra l’Aliseo portoghese, un vento da Nord che ci permette subito di provare la vera navigazione oceanica

su andature portanti. Spesso, però, a queste latitudini si incontrano ancora perturbazioni generate più a nord nell’Atlantico e la

navigazione si fa impegnativa.

La prima sosta sara' ad Rabat bella cittadina sulle coste atlantiche distante circa 130mn da gibilerra

Sara' poi la volta di Agadir a circa 250 mn a sud di Rabat .....

Altre 200 mn ci separano da Lanzarote punto di arrivo della prima tratta in oceano atlantico .

 

La prima delle Canarie, La Graciosa, si avvista dopo circa 200mn è un’isola piccola e molto selvaggia, perfetta per riprendersi dalle fatiche senza buttarsi subito nel caos cittadino.

Da qui siamo ormai di fronte a Lanzarote e dopo una navigazione costiera raggiunguiamo il marina posto nella parte sud dell isola .

 

 

Meta Novembre

 

7 giorni

 

Da Lanzarote ci sara poi una bella crociera di 7 gg di tutto relax tra le varie isole .

Partendo dal marina a sud di Lanzarote toccheremo la piccola lobos poi si costeggia fuerteventura fino a sud prima di attraversare il canale che la separa da Gran Canaria per arrivare al porto di las palmas e da qui poi passare a Tenerife .

 

 

 

Fine novembre

 

2.900 miglia

 

17/22 giorni di navigazione

 

Tenerife| capo verde / Le Marin

 

Da qui si imbarca l’equipaggio delle tratta lunga della traversata

atlantica di andata, il grande salto verso ovest fino ai Caraibi. La sosta a Tenerife è lunga, e l’equipaggio è il benvenuto anche giorni

prima della partenza: anche se il tempo è sempre scarso e molti tendono a imbarcarsi il giorno prima della partenza, io ritengo che per

vivere appieno un’esperienza come la traversata atlantica sarebbe opportuno prendersi qualche giorno in più. Prendere confidenza con

la barca, con le manovre, con il comandante e con i compagni è importantissimo. Ed è anche molto bello vivere il clima pre-partenza,

ricchissimo di emozioni, di incontri, di stati d’animo.

L’ultima di queste operazioni è la preparazione della cambusa per la traversata atlantica, da fare tutti insieme se possibile .

 

Poi cominciano le ultime telefonate, di colpo sale la consapevolezza che per un paio di settimane abbondanti tutto dovrà andare avanti

senza di noi: chi è a bordo dovrà solo preoccuparsi di far camminare la barca, di fare i propri turni, di riposarsi –

la vita torna a un’essenzialità che di rado si ha modo di vivere a terra. Sono fortissime le emozioni dei momenti in cui si mollano gli

ormeggi per la traversata atlantica, spesso accompagnati dai saluti e dagli applausi di altri naviganti che sono in banchina,

perfetti sconosciuti con cui però si condivide qualcosa di così grande da sembrare vecchi amici…

 

E siamo in oceano. Per i primi giorni si naviga ancora a latitudini che possono riservare qualsiasi condizione meteo: vento da nord-ovest,

da sud, pioggia, clima ancora fresco. Si comincia ad abituarsi all’onda dell’oceano, che solo dopo qualche giorno riusciremo a chiamare

gentile, si comincia a prendere il ritmo dei turni, a sentire la barca e imparare a timonarla senza fatica. Si comincia anche a prendere

confidenza con la navigazione oceanica, molto diversa da quella mediterranea: poche manovre, vele come lo spi e il gennaker a cui

generalmente si è meno abituati e velocità sì, perché bisogna arrivare, ma senza strafare e mettendo sempre prima la sicurezza.

Si impara a riconoscere le nuvole che portano vento, a scrutare il cielo per vedere i groppi per tempo.

 

La sosta a Capo verde ho deciso di inserirla nel programma della traversata solo 2 anni fa ma si eà rivelata molto piacevole e comoda ,

certo nel complesso si aggiunge qualche miglio ma da la possibilita' di ritoccare terra 5/6 gg dopo aver lasciato le canarie allentando

un po' la tensione , sono isole molto belle e vale la pena spenderci un paio di giorni .

Lasciato Mindelo ci aspettano 12/14 gg di oceano aperto .

 

Il contatto stretto con la natura e con i compagni di viaggio è l’altro aspetto della traversata atlantica, oltre alla navigazione,

con cui è necessario prendere un po’ di confidenza. Vedere per giorni e giorni solo mare, solo cielo, è un grande spazio di libertà

interiore che si può riempire di quello che la nostra mente decide: può essere felicità, serenità, ma anche nostalgia, paura.

Qualunque cosa verrà a galla dovrete affrontarla, perché sarete in mezzo al mare con una manciata di sconosciuti: non c’è scampo.

Continuo a credere che sia l’aspetto più bello e più importante di una traversata.

 

A bordo c’è sempre da fare: a parte i turni, C’è da pescare, da farsi una doccia con acqua di mare ben legati a poppa,

da fare il pane. E dopo un paio di settimane comincia il toto-arrivo con tanto di banco scommesse. Non si vede l’ora di vedere terra:

le palme, le spiagge, i profumi dei Caraibi. Ma allo stesso tempo si vorrebbe che non finisse mai questa meravigliosa navigazione…

L’atterraggio è un momento molto emozionante, forse indescrivibile: l’adrenalina continua a scorrere per ore dopo l’arrivo,

riabituarsi alla terra richiede un po’ di tempo, si sente di essere cambiati. Si è compiuto qualcosa di grande.

 

 

 

 

 

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C. Bonvini

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